Un film molto divertente ("School of Rock") presentava una precisa divisione delle famiglie della musica rock: blues, country, hard rock e Heavy Metal. Iniziando da questo genere, uno dei gruppi più rappresentativi dei nostri tempi, i Metallica, hanno finito per influenzare, in maniera rilevante, tutti gli altri.
Forse, se non ci fossero stati, oggi non intenderemmo il rock come lo intendiamo, nel bene e nel male.
Nella loro storia, ormai, più che ventennale, hanno toccato quasi ogni singolo anfratto della "musica dura", che, per quanto concerne la realizzazione, ha sempre e solo coinvolto chitarra ritmica, chitarra solista, basso e batteria.
Il pregio della formazione nord americana (originaria di Los Angeles, ma impiantatasi a San Francisco) è quello di essere nati come una garage-band, cioé di essere un gruppo che concepisce e realizza i propri lavori nel garage di casa, prima ancora di registrarli in studio.
Infatti, tutto iniziò con un annuncio su un giornale. Lars Ulrich, giovane promessa danese del tennis si era trasferito negli Stati Uniti per proseguire la sua maturazione sportiva. Ma il suo interesse principale era la musica, o meglio la batteria. Così, grazie all'inserzione sul "The Recycler" poté incontrare James Hetfield, voce e chitarra ritmica.
Ad essi si aggiunsero poi Dave Mustaine (chitarra solista) e Ron McGovney (basso).
Nacquero così i Metallica. Era il 1981 e l'età media del gruppo non arrivava ai diciannove anni.
Gli inizi furono problematici per il gruppo. Non tanto per il talento, che certo non mancava, bensì all'atteggiamento di Mustaine, il quale faceva abbondante uso di alcool e droghe, non riuscendo, così, a concentrarsi pienamente sulla musica.
La sua condotta rissosa causò l'abbandono di McGovney solo un anno dopo la nascita della band.
Il suo posto fu preso da Cliff Burton.
Successivamente, la band si trasferì da Los Angeles a San Francisco, perché la città degli angeli era considerata troppo "glam". Gruppi, come Motley Crue e Ratt, trovavano più consensi rispetto alla velocità e all'aggressività della formazione di Hetfield e compagni.
Ma, nella nuova città, i Metallica non riuscirono a trovare abbastanza denaro per potere effettuare una registrazione professionale.
Fortunatamente, dal New Jersey, precisamente da New York, giunge la chiamata di un giovane produttore, Johnny Zazula, il quale avrebbe successivamente lavorato con Overkill e Antrax.
Il viaggio verso la grande mela non è importante solo per il fatto che questa costituisce la prima e vera opportunità data ai Metallica di mettersi in luce, ma anche per la cacciata di Dave Mustaine, a causa dei suoi problemi di droga e alcool. Fonderà poi un nuovo gruppo, i Megadeth.
Il nuovo chitarrista è Kirk Hammet (già negli Exodus), allievo di Joe Satriani.
E' il 1983. E' l'anno di "Kill 'em all", il primo album.
E' semplicemente un capolavoro: estremizzando le sonorità del punk (Sex Pistols), portando a compimento l'opera iniziata dai Motorhead (cioé il trash metal, basti pensare alla loro hit "Overkill"), i Metallica inventano lo speed metal, sebbene questo genere, riesca a trovare più spazio nell'album successivo.
Di "Kill 'em all", segnaliamo "Hit the lights" e "The Four horsemen", due brani semplicemente unici.
Nel 1984, dopo il primo tour europeo, in veste di spalla dei Venom (padri dimenticati del doom e del black metal), esce il secondo album: "Ride the Lightning".
In questo disco, lo speed è ormai maturo per essere fuso con il trash: il risultato finale sarà la nascita dell'heavy metal come oggi lo conosciamo.
Rispetto a "Kill 'em all" possiamo osservare alcune differenze: infatti, vengono presentati nuovi concetti riguardanti il tema della "morte". Se in "Kill 'em all", essa era vista da un ottica di metropolitana, chiusa e di disagio, ora viene universalizzata e giunge a possedere connotazioni maggiormente nichilistiche. Basti pensare a "Fade to black" e al senso di abbandono che trasmette (...I have lost the will to live, simply nothing more to give, there is nothing more for me, need the end set me free...). Di questo album, si possono tranquillamente segnalare tutte le canzoni ("Ride the lightning","Fight fire with fire","For whom the bell tolls","Creeping death"... ecc.), perchè sono tutte una più bella dell'altra, per la carica e le emozioni trasmesse.
Nel 1986, esce "Master of Puppets". Un album che non è d'avanguardia come "Kill 'em all", che, concettualmente, non dice nulla di nuovo rispetto all'ultimo album, che, però, porta a totale compimento la costruzione dell'heavy metal.
Per quanto riguarda le canzoni, ricordiamo "Master of Puppets" (che ha lo stesso valore intrinseco di "The Four Horsemen"), "Disposable Heroes" (niente più Motorhead, solo vero metallo d'acciaio made by Metallica), "Battery" (il giro iniziale di acustica ricorda quello di "Fight fire with fire" ma la violenza è martellante, quasi assassina).
Il 27 settembre 1986, in Svezia, in un incidente all'alba sul pulmino del gruppo, muore a 24 anni Cliff Burton. Il nuovo bassista sarà Jason Newsted (meno talentuoso e comunicativo rispetto al suo predecessore).
In quella notte nordica, non morì solo uno degli artisti più rappresentativi della storia del rock, ma anche tutta la dote artistica dei Metallica.
Dopo un EP di cover ("Garage days re-visited") la band pubblicherà nel 1988 "...And Justice for all".
Un album che, di fatto, costituisce un mezzo passo falso: è troppo lungo (65 minuti abbondanti), monotono, la batteria non eseguirà mai un cambio di ritmo, un cambio di velocità degno di tal nome. Se, in precedenza, si segnalavano molti brani più che degni di essere ricordati, ora, invece, si fa fatica a trovarne qualcuno meritevole di nomina. Possiamo citare lo strumentale "To live is to die" (dedicato allo scomparso Burton) e "One". Soffermandoci un istante, si può osservare come questo brano sia un rifacimento di "Fade to black" (le note sono pressoché le stesse) e di come aprì la strada alla diffusione del metal come fenomeno di "Mainstream": infatti, su Mtv, di "One" fu trasmesso il videoclip. Ora, un genere cupo, freddo e underground, sta per essere reso oggetto di ampio consumo.
Ciò si concretizzerà nel 1991 con l'album "Metallica", o meglio noto con l'appellativo di "Black Album", a causa della copertina completamente nera. La band non fa più paura, non è più tagliente e cattiva come una volta. Se, in precedenza, partiva all'attacco con le spade di "The Four Horsemen", ora, tenta un'improbabile offensiva con le forbici a punta arrotondata di "Enter Sandman". Non c'è più heavy metal, ce n'è solo un surrogato edulcorato, un metal-rock che successivamente avrebbe ispirato il grunge (Nirvana). Il Metal svanisce come una bolla di sapone per diventare rock-ballad commerciale con "Nothing else matters".
Di questo album, si può ricordare, in positivo, "The Unforgiven". Un brano sincero, ma che sa essere, allo stesso tempo, determinato e deciso, grazie ai riff di chitarra. Nonostante tutto quello di negativo che si è potuto dire su questo album, esso è stato quello più venduto in assoluto nella storia della band: 23 milioni di copie in tutto il mondo.
E cosa succede dopo il 1991? Live semplicemente colossali in ogni angolo del globo e performances di altissimo livello. Ma questi sono anche gli anni in cui, l'heavy-metal , in se per sé, è in profondo declino. Gli anni novanta sono caratterizzati dal death, dal gothic, dal progressive, da gruppi come Korn, Deftones e personaggi efferati come Marilyn Manson.
Dopo 5 anni di silenzio, i Metallica danno alla luce "Load". Settantacinque minuti di nulla, di hard rock, country, con una presenza consistente di blues, ma nient'altro. Di fatto, la band decide di suonare musica che non è nel suo dna.
Di quest'album, essendo molto, ma molto, generosi, potremmo salvare "The outlaw thorn", un rinoceronte di prog metal di quasi dieci minuti di durata.
Nel 1997, esce "Reload" e viene considerato come un album fatto con gli scarti del precedente (il gruppo aveva prodotto quasi tre ore di materiale). Tutte le "belle" parole spese per l'album precedente possono essere tranquillamente riproposte. Di questo LP, si può evidenziare "The Unforgiven II", versione country di quella proposta nel "Black album", ma non è per niente nulla di stratosferico. E' orecchiabile, gradevole. Punto.
Nel 1998 esce un monumentale album di cover "Garage Inc", rievocazione del vecchio "Garage days". Se, da un lato, si può rilevare il lato commerciale dell'operazione, dall'altro è possibile osservare come i Metallica riescano a dimostrarsi degli ottimi storici del rock. Infatti, svelano tutti gli elementi originari dell'Heavy Metal: dall'Hardcore (punk made in USA), all'Hard-Rock, passando per il blues (con particolare riferimento a Nick Cave). Numerose formazioni, grazie a questo cd, tornarono in auge. ricordiamo i Diamond Head (unica vera meteora del Metal), Thin Lizzy (hard-rock irlandese), Misfits (punk)e Killing Joke (punk/funk).
L'anno dopo "Garage inc", esce "S&M". E' un live del 1999, realizzato con la "San Francisco Symphony Orchestra" di Michael Kamen, dove i più grandi successi della band vengono riarrangiati per l'occasione. Questo album ha diviso i fan dei Metallica. Da un lato, si apprezzava la sperimentazione compiuta da Hetfield e compagni, ma dall'altro si sentiva la puzza di bruciato della vecchia retorica americana,e, soprattutto, della mancanza di creatività.
Il 2001 è un anno molto difficile per i Metallica. Jason Newsted lascia la band, per controversie con gli altri componenti. Nel luglio dello stesso anno, Hetfield avvia un programma di recupero dalle dipendenze (alcool, fumo e droga). Per quasi un anno, l'attività della band rimane sospesa e viene sfiorato lo scioglimento.
L'anno dopo, Hetfield esce dalla riabilitazione e con la partecipazione, al basso, del produttore Bob Rock, la band inizia la composizione dell'album "St Anger.
Nel frattempo, viene ingaggiato un nuovo bassista, Robert Trujillo, già con Ozzy Osbourne e Suicidal Tendencies.
Nel giugno del 2003, esce "St Anger". Musicalmente, si discosta molto da quanto presentato con "Load/Reload" e il gruppo sembra quasi ripercorrere a ritroso il proprio itinerario musicale, sembra stia come cercando di nuovo i propri passi sulla via del metal. Questo album si distingue per due elementi.Il primo è il particolare suono prodotto dal rullante. Infatti, Lars Ulrich sembra percuotere, più che altro, dei bidoni in metallo. Ciò è udibile in brani come la title track e "Frantic". La seconda peculiarità da rilevare è la totale assenza di assoli. Per tutto l'album, infatti non si sente una traccia veramente personale lasciata da Kirk Hammet, cosa alquanto inusuale. La band ha giustificato questa mancanza dichiarando che l'album è stato scritto di getto. Quindi non vi sarebbe stato il tempo materiale per inventarsi segmenti, destinati solamente alla prima chitarra.
Nonostante tutto, "St Anger" rimane un album sostanzialmente povero. Non è così orribile come "Load" e "Re-Load" ma non ha neanche riscosso il successo del "Black album". Di conseguenza, non può che essere lontanissimo dai lavori degli anni ottanta, "...And justice for all" compreso.
In definitiva, cosa il futuro riserverà ai Metallica? Il gruppo continua a comportarsi molto bene dal vivo, ma l'impressione comune è che la formazione abbia già detto tutto quello che poteva dire. E non è poco, considerando quello che hanno dato al mondo del rock. Comunque, sono iniziati già da tempo i lavori per il nuovo album, del quale, alcune canzoni sono già state presentate ai concerti di questa estate a Berlino e all'Heineken Jammin Festival (Imola). L'uscita di quest'album è prevista per l'estate 2007. La speranza è che sia un lavoro all'altezza del nome della band e che, soprattutto, sia un vero e proprio ritorno alle origini. Un ritorno all'Heavy Metal.
--- E@ ---
martedì, ottobre 10, 2006
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