martedì, febbraio 06, 2007

Un San Valentino diverso dal solito.

Quella di San Valentino non poteva che essere una serata indimenticabile.
L'appartamento era tirato a lucido come non lo era mai stato.
Anna aveva speso la giornata a pulire casa e a preparare la cena. Si era presa un giorno di ferie e voleva che tutto andasse alla perfezione.
Aveva fatto una cena coi fiocchi.
Per cominciare, un bel risotto con asparagi e scampi. A Luca sarebbe tornato in mente quella sera al mare, d'estate, quando si erano conosciuti tre anni prima.
Per secondo, orata al forno con erbe aromatiche.
Il dolce avrebbe fatto la sua parte: il tortino di cioccolato nero, guarnito da uno sbuffetto di panna montata, avrebbe fatto sicuramente la sua parte nel “dopocena”...
A Luca era già stato comunicato il menù: così avrebbe potuto provvedere al vino da accompagnare alla cena.
Alle diciannove e venticinque lui tornò a casa.
Sfoderò una posa da oscar alla sua bella che gli fece una festa impareggiabile.
Ciao Amore! Disse lei gettandogli le braccia al collo. Come è andata la giornata?
Benissimo, biscottino. Ho preso il vino. Spero che ti piaccia. Muller Thurgau. Uno dei migliori in assoluto. Rispose lui, mantenendo sempre il sorriso da oscar.
Lei prese in mano la bottiglia. La osservò, la analizzò nei minimi dettagli.
È già fresco! Esclamò lei.
Si, l'ho tenuto nel frigorifero della saletta bar che c'è in studio.
Luca era al servizio dell'avvocato Rovaniemi, uno dei più famosi dottori di legge della città e forse il più affamato di soldi dello stato.
Beh, la posso già mettere in tavola, squittì lei. Era dolcissima con quel vestitino, semplice, ma elegante.
Sono proprio fortunato a vivere con una donna così straordinaria, pensò lui.
Luca si tolse il pesante soprabito e lo posò nell'armadio.
Dalla cucina proveniva ovattata la voce di Anna.
È pronto! A tavola!
Si affrettò a raggiungere il suo posto.
Anna fece i piatti con una professionalità da chef.
Ne porse uno al suo uomo che prese la prima forchettata.
Si mise in ordine la frangetta bionda che velava i suoi occhi turchini e attese l'esito dell'assaggiatore.
Squisiti. Neanche in televisione li fanno così buoni. Complimenti.
Erano davvero buoni.
Anna, soddisfatta, illuminò a giorno la stanza con il suo sorriso.
Iniziarono a cenare.
Brindarono.
Buon San Valentino Amore.
Buon San Valentino anche a te, Anna.
Come è andata la giornata?
Ottimamente. Abbiamo vinto una causa e pare che il vecchio Rovaniemi voglia darci una gratifica. Strano. Si vede che sua moglie, deve averlo addolcito non poco.
Entrambi fecero una risata, comunque sobria e non eccessiva.
Tu come hai passato la giornata?
Stamattina è venutola farmi visita il dottor Marino.
Buone notizie allora. Cosa dice il buon vecchio doc ? Chiese, mentendo tranquillità.
Mi ha consegnato l'esito degli esami...
Si versò un bicchiere generoso di Muller Thurgau nel bicchiere.
Ne bevve un lungo sorso.
In parole povere mi rimangono due mesi di vita.
Cough cough!
A Luca andò di traverso il vino e si sporcò leggermente la manica.
Andò in cucina a pulirsi con uno strofinaccio.
Perdonami! Disse lei con gli occhi bagnati. Non sarei stata comunque in grado di tacere tutto e fare finta di nulla.
Lei mantenne una grandissima dignità. Non si scompose più di tanto. Rimase seduta al suo posto.
Era una donna forte. Per questo piaceva tanto a Luca.
Lui tornò a tavola.
Era visibilmente scosso.
Si aprì il primo bottone della camicia.
Con la sua mano accarezzò il viso di Anna.
Come avrebbe fatto senza la sua pelle d'albicocca?
Come avrebbe vissuto senza più la sua energia, il suo supporto?
Cosa sarebbe successo dopo, senza di lei?
Cercò di ricomporsi.
Vorrà dire che vivremo al massimo i prossimi giorni. Fino a quando ci sarà possibile. Quindi, lasciamo tutto e pensiamo a noi.
La due mani si incontrarono e si abbracciarono l'un l'altra.
Sì, hai ragione amore mio. Disse lei.
La cena proseguì.
Arrivò l'orata e poi fu il turno del tortino al cioccolato nero.
Erano uno di fronte all'altro.
Si alzarono in piedi quasi all'unisono e si baciarono.
Non posso lasciarti andare via così. Non posso. Non posso. Non posso; pensò Luca.
Amore mio, mi dispiace lasciarti così. Ti prego perdonami, perdonami, perdonami; pensò Anna.
Io adesso metto via i piatti. Tu va' di là a cambiarti. Poi ti raggiungo.
Si amore. Ti aspetto in camera; rispose Luca, obbediente alla sua compagna.
Anna fece ordine in cucina. Ripulì tutto con incredibile rapidità, come faceva al solito, insomma. Desiderava normalità. Mai come prima, l'aveva desiderata così tanto.
Nell'accendere la lavastoviglie notò che mancava qualcosa. Ma non riuscì a capire che cosa.
Non se ne preoccupò e si diresse verso la camera.
Lui era ancora vestito ed era in piedi, di fronte al letto.
Beh? Non ti sei ancora cambiato? Chiese Anna.
Aspettavo te. Rispose Luca.
Va bene. Allora ti do l'ispirazione; disse lei con una risatina, elegante, sbarazzina, fresca.
Il vestitino che indossava non c'era più, come per magia.
Luca poté ammirare il capolavoro che era la sua compagna.
Era solo vestita del bicchiere, il quale fu poggiato con leggerezza sul comò.
Le caviglie snelle.
Le cosce pennellate.
I fianchi sinuosi.
Il ventre liscio.
Le mani piccole ed esili
Il seno voluttuoso e invitante.
Il collo che tanto avrebbe voluto mordere, come un vampiro, un Dracula dei tempi moderni.
Quel mare di capelli biondi, in cui lui era naufragato una miriade di volte.
Sei bellissima. Declamò lui, estasiato.
Da bravo avvocato che sei, la tua originalità si spreca; Anna lo scherzò.
Lui rise alla battuta e la invitò a sdraiarsi sul letto.
Questa è la nostra serata Anna, disse Luca con voce bassa e sensuale, e nessuno ce la ruberà.
Lo tirò fuori dalla tasca dei pantaloni e la penetrò più volte, con amorevole brutalità.
Sì, esalò Anna, volevo proprio questo.
Il coltello, che Luca aveva preso in cucina, l'aveva trafitta più volte.
Nel ventre, nel costato e poco sotto la spalla destra.
Luca amava le sue spalle.
Non sarei mai stato in grado di assistere alla tua sofferenza. Non sarei stato abbastanza forte. Se agonia doveva essere, almeno che sia rapida.
Sì, disse Anna, sono felice di morire tra le tue braccia.

E#@

14 commenti:

Anonimo ha detto...

BELLA GABBRO!!!
Per il momento l'unico commento che lascio!!...
gigi

Anonimo ha detto...

Mamma mia...

Anonimo ha detto...

Scusa la sincerità, ma non riesco a prenderti sul serio, e sta storia mi ha divertito. Mi chiedo: come fa un coltello da cucina a essere tenuto in tasca? Mi immagino che in casa tua esistano coltelli da cucina a serramanico!Hi hi hi!
Sei completamente andato, ma comunque apprezzo!

Anonimo ha detto...

Scusa la sincerità, ma non riesco a prenderti sul serio, e sta storia mi ha divertito. Mi chiedo: come fa un coltello da cucina a essere tenuto in tasca? Mi immagino che in casa tua esistano coltelli da cucina a serramanico!Hi hi hi!
Sei completamente andato, ma comunque apprezzo!

eroadirato ha detto...

Un coltello da cucina può anche non essere grande 40 cm con una lama da macellaio. Per esempio, un coltello per sfilettare è molto più piccolo ma può sempre fare un danno di una certa entità. Se ti vuoi documentare, guarda la prossima televendita di Miracle Blade III... XD
La prossima volta sarò più preciso ;)
Cmq, fa piacere avere un lettore così attento.
Ciao e alla prossima
E@

Anonimo ha detto...

Perche non:)

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonimo ha detto...

I agree with you.

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