lunedì, ottobre 08, 2007

Autobus Vol 1

{ATTENZIONE! Se sei una persona sensibile, benpensante e ciellina non leggere questo post! In questo raccontino del piffero mi sono divertito da matti a fare lo sporcaccione e lo zozzone quindi potresti non gradire quello che vado ad esporrre. Altrimenti continua pure a tuo rischio e pericolo. Io ti ho avvisato. Poi non andare a piangere dalla mamma.}

Non ero seduto in fondo al bus come solito. Ero mediamente avanti. [Si può scrivere “mediamente avanti”? Non lo so, lo scrivo lo stesso.]
Beh, sta
di fatto che mi stavo tranquillamente appisolando sul seggiolino quando, a una fermata, salì una donna graziosa.
Era chiaramente dell'est, sulla trentina abbondante ed era alta un soldo di cacio.
Bionda liscia fino alle spalle, abbastanza carina di viso.
Un petto aggressivo, sull'attenti, e un paio di jeans che insaccavano un culetto bello tondo, tutto da mordere. Per non parlare poi degli stivali di cuoio.
Mani in alto, gente!
Vagabondò un po' per il bus, poi presela saggia decisione di sedersi di fronte a me.
Trasportava due borsette e una busta da profumeria: un po' troppo per le sue manine piccole.
Comunque doveva passarsela bene visto l'orologiazzo che le fregiava il polso.
Si tolse la giacchetta discotecara, sicuramente di marca. In quel momento, però, non ci feci molto caso perché la mia compagna di viaggio rivelò una maglia color crema pasticcera decisamente aderente. Non capii cosa stesse accadendo perché i suoi seni diventarono dei veri pezzi di artiglieria pesante.
Solitamente, un bagaglio eccessivamente vistoso può risultare grottesco e pacchiano per chi lo porta. Invece, per questa signorina (signorina, niente fede all'anulare) tutto calzava alla perfezione.
Ero visibilmente frastornato.
Non è mai un bene essere aggrediti così a bruciapelo, alla mattina presto.
Provai a ribattere a questa poderosa offensiva con un sorrisetto di circostanza.
Niente da fare.
Il sangue stava migrando dal cervello grande al cervello piccolo.
Fortunatamente avevo la borsa sulle ginocchia.

La difesa si salva in rimessa laterale” commentò il telecronista immaginario della mia testa vuota.
Lei tirò fuori il cellulare da una delle sue cinquantasette borse. Sembrava piuttosto nuovo.
Cominciai a pensare che avesse meno di trent'anni.

Vuole sedersi?” Chiese a una signora anziana che stoicamente resisteva alla guida turbolenta dell'autista.
Purtroppo, non aveva una bella voce: sebbene non fosse gracchiante, era un timbro da lana di vetro, ferramenta e mani masticate da chiavi inglesi e pinze.

Così perdi punti, dolcezza” pensai tra me e me, con sguardo da volpone.
Insomma, non mi diceva nulla come donna, però mi suscitava delle buone sensazioni a livello pubico.
Si rimise la giacca e la sua milizia tornò in posizione di riposo.
Scese nei pressi del policlinico.
Con lei quella stupenda ragazza di colore salì sul bus con me, alla mia stessa fermata.
Davvero una bellezza superba, un metro e ottanta, ricoperta di jeans: l'avrei vista bene in sella a una motocicletta, se non fosse stato per il paio di ballerine ai piedi.
Di solito, le donne di colore hanno un viso potente, tutta sostanza, con pochi fronzoli.
Invece, lei era adorabile, fine, fanciullesco. Lo sguardo era grazioso, ma allo stesso tempo fiero e determinato, da vera e inimitabile valchiria d'ebano. In tenuta da principessa guerriera non avrebbe affatto sfigurato.
Purtroppo non si sedette nelle mie vicinanze.
Così, non ebbi la possibilità di effettuare un'indagine approfondita con il mio occhio clinico.
Come per la signorina dell'est.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

non ti smentisci mai...
(e poi sarei io che faccio le radiografie, eh...)
voglio job!!!!!

Anonimo ha detto...

Maialo.

Anonimo ha detto...

Salve! sono un rappresentante della rivista "Famiglia Cristiana oggi in rete" e volevo contattarla per una collaborazione con noi...
Quello che stiamo cercando è un personaggio che intrattenga il pubblico con scritti dai sani principi a cui ispirarsi senza però essere troppo noioso.
Ho letto alcuni dei suoi interventi e mi sembrano molto buoni: freschi, sani e saporiti...
Quest'ultimo in particolare mi ha colpito e vorrei pubblicarlo sul prossimo numero nella rubrica "Pregiudizi?..no grazie, sto cercando di smettere"
Vedo con molto piacere che lei ha affrontato in modo chiaro e semplice il tema dell'integrazione in società degli extracomunitari (=non appartenenti alla comunità europea) e il tema dei pregiudizi sociali. Mi compiaccio con lei e spero che mi potrà contattare al più presto. Cordiali saluti

Gianluigi Bombatomica
e-mail: giangibomb@gmail.com

PS:...potrebbe definire meglio "sensazioni a livello pubico"??? non mi è risultata molto chiara...

Anonimo ha detto...

NOOOOOO....
DOVEVA ESSERE: "famiglia cristiana oGGi in rete" ......eh!!!!...
Dice un sacco di cose in più così..
;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;)