Ero ancora lì, seduto su quello sgabello in vera pelle di ornitorinco afghano quando mi disse, entusiasta, con il suo sorriso da venticinque denti (sette ne aveva persi in una rissa nel lontano 1984):
- E se ampliassimo la clientela del bar? -
-Fa un po' te. Io certo non ci guadagno qualcosa.- risposi ispirato dal Bloody Mary che era in mano mia.
- Ho trovato! - Esclamò Lester con sguardo sognante proiettato verso la vetrina del Bar, appena lucidata da Gianmarco, il garzone.
- Organizzerò un torneo di videogame. -
- Ma cosa è un torneo di “videogheim”?- chiese Celestino, pensionato ottuagenario con tanto di amaro del carabiniere, rigorosamente sull'attenti.
- È un'opportunità di avere un po' di pecunia in più nel registro di cassa! - Rispose Lester, con un espressione decisamente diabolica.
I giorni seguenti passarono con una massiccia opera di promozione dell'evento. Per le strade venivano diffusi volantini, alle fermate degli autobus venivano incollati manifestini e Lester, ogni volta che entrava qualcuno, diventava una sorta di annunciatrice televisiva:
- Avvocato Buozzi! Buongiorno! Il solito caffé? Certamente! Era lei che aveva quel nipotino di sedici anni? Ah sì? Benissimo! Gli dica che questo fine settimana il mio bar organizza un torneo di videogame! A cosa si gioca? “Tempesta di sangue 4”. Mi sono informato presso alcune riviste specializzate e pare che sia uno dei giochi migliori attualmente in circolazione. Come si vince? Beh, è facile; vince chi totalizza il punteggio più alto eliminando più mostri e demoni.-
Logico quindi che quel fine settimana, il bar fosse pieno di adolescenti corredati da brufoli d'ordinanza, ragazzotti in carne (o meglio in ciambella), fighetti figli illeggittimi di Tony Manero, ventenni sbarbatelli e ventenni che dimostravano un'età decisamente maggiore (con gran piacere di Ernesta, la cassiera della profumeria di fronte al Bar) e trentenni nostalgici dei vecchi tempi, quando ancora non erano ancora al guinzaglio di mogli o morose.
“Tempesta di sangue 4” era un gioco di ruolo dallo scopo relativamente semplice: bisognava uccidere il maggior numero possibile di mostri, demoni, spettri e streghe della palude per totalizzare il punteggio più alto.
Per soddisfare tutti gli iscritti al torneo, Lester, i vecchio volpone, aveva noleggiato un numero discreto di consolle “Gheimstession” (il noto prodotto elettronico metà olandese, metà bolognese) e di monitor per visualizzare le gesta dei videogiocatori convenuti.
A iscrizioni concluse, gli occhi di Lester recavano il simbolo del dollaro: segno che l'iniziativa era andata a buon fine.
A differenza della solita tribuna di superalcolici, passai il tempo a contemplare la battaglia per la vittoria finale.
La lotta era serrata e l'agonismo, se tale si può definire, era davvero sentito: lo si poteva vedere nelle espressioni di rabbia degli sconfitti, nei rivoli di sudore che scendevano dalla fronte di quelli che erano passati per il rotto della cuffia dopo una lunga lotta e nelle urla cavernicole di giubilo dei vincenti.
Dopo una lunga battaglia dall'esito più volte incerto, il vincitore della competizione fu il giovane Formigoni, 17 anni. Viveva a poche centinaia di metri dal bar.
Al termine del torneo, Lester allestì un rinfresco con la collaborazione della “Pasticceria Schioppabuoi”.
Tutti se ne andarono a casa belli contenti e festanti per avere passato in compagnia il fine settimana e con qualcosa in più per affrontare bene il lunedì.
Anche se nessuno avrebbe mai immaginato cosa sarebbe successo di lì a poche ore.
Il giorno seguente mi presentai, puntuale, alla mia postazione, con un marsala da una parte e il “Gazzettone Locale” dall'altra che a caratteri cubitali titolava:
- Tragedia! Omicidio-suicidio nel quartiere! -
Stentai a credere a quanto avevo appena letto. Solitamente gli articoli più interessanti del lunedì mattina erano legati alle truffe del fruttivendolo e ai risultati sportivi (scarsi) dell'Atletico Gambarotta, la squadra della città.
Ma quella volta, evidentemente, era diverso. Lessi l'articolo di cronaca nera.
La morte ha preso casa nel nostro pacifico angolo di città. Ieri sera, il giovane Alcide Formigoni, 17 anni compiuti da due mesi, ha ucciso la madre e il padre, rispettivamente 35 e 40 anni. La donna è stata strangolata a mani nude, mentre l'uomo è stato accoltellato al ventre.
Preso dall'eccitazione del duplice omicidio, il giovane ha assunto una quantità di farmaci che l'avrebbero portato all'avvelenamento e, successivamente, alla morte. Il ragazzo aveva appena partecipato a un torneo di videogiochi presso un bar che si trovava nelle vicinanze. “Tempesta di sangue 4” era il gioco in questione. Un gioco il cui fine è uccidere il maggior numero di creature nel peggior modo possibile per raggiungere il punteggio migliore. Palese l'influenza negativa di ciò sul giovane che, nel mondo reale, ha pagato il “Best Score” con la vita.
Ripiegai il giornale con stizza, lasciai il denaro per Lester.
- Beh? Dove te ne vai? - chiese.
- Scusami. Ma a leggere certe stronzate mi viene il voltastomaco. - risposi uscendo dal bar.

1 commento:
ahhhh....era ora....mi sento già meglio...come diceva scott fitzgerald grande gabbro! (+ o -)....
a parte gli scherzi hai letto saltatempo di Benni? l'ho finito l'altro giorno....è salito al 1° posto in classifica...bello un sacco, consigliato a tutti....
Franky B.
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