C'è un giorno in cui, finita la scuola, vengono esposti i quadri con i voti finali e le ammissioni all'esame.
Quel giorno era oggi.
C'erano varie maschere. Di gioia, delusione, incazzatura, indifferenza e molto altro ancora.
C'era chi esultava per un 10 in più.
Chi si incazzava per un 6 che non c'è.
Chi si domandava come un 7 potesse diventare magicamente un 6.
Chi si porta dentro rabbia e rancore per professori che incarnano la negazione dell'intelligenza e dell'umano buon senso.
"Come ti senti ad avere 9 in ginnastica?"
"'Nsomma. Ce l'ha anche quel barilotto che non fa altro che prendere polvere sui libri. Io atleticamente sembro quasi un etiope..."
"8 in inglese? Ma se avevo la stessa media di questa qui che c'ha 9?!?!"
Queste e molte altre domande sono state esposte...
Poi vai a vedere chi è dentro e chi è fuori...
In quinta, tutti ok...
"Un sano calcio in culo e via..." sento malignare da qualcuno...
Vado a vedere le mie conoscenze in 4^...
Non rimasi proprio di sasso quando vidi la dicitura "Non ammesso" di fianco a 2 nomi. Più che altro una profonda amarezza, qualcosa che andava ben al di là della canonica delusione, anche nel vedere chi è stato, a tutti gli effetti, mandato avanti a bastonate.
E' una sorta di frustrazione che ti prende. Un malessere, un senso di colpa, per non avere fatto nulla, per avere dato per scontato che tutto andasse bene.
Invece non è stato così.
Il fatto di avere scoperto, nelle ultimissime settimane, che una cosa del genere potesse realmente accadere mi aveva abbastanza spiazzato.
Mi sono fatto cogliere di sorpresa.
Stop. Dietro la lavagna.
mah... Non mi rimane che chiedere, alla fine, l'ultima domanda.
Tutto questo.
Perché?
E@
sabato, giugno 17, 2006
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2 commenti:
Non ci sono risposte alle mille domande che ora, ora che l'hai visto scritto, ora che non hai più dubbi, ora che ne sei proprio sicuro, ti vengono spontanee...
Anche l'ultimo briciolo di speranza a cui ti eri saldamente aggrappato, quello che non ti lascia mai se non quando "ne hai le prove" è sparito...puff...dileguato, morto, svanito, partito, andato..insomma, adesso devi fare i conti con la realtà...qualunque essa sia.
La reazione la senti dentro... rabbia, amarezza, voglia di urlare...dipende...
Non puoi farci niente però, è così punto e basta.
Quindi stai lì...il cuore che batte...col dito cerchi la tua riga, leggi i voti...pensi un pò che poteva andare meglio, a volte tiri anche un sospiro di sollievo...e poi...
Poi scendi di poche righe...non tante, poche poche, ma il dito che scorre sul foglio sembra non arrivare mai...
Ecco allora...il nome è quello, no non ti sei sbagliato, è proprio quella la riga giusta...
Qualunque cosa pensi, senti o provi non puoi fare niente, stop. I giochi sono stati fatti.
Ti scappa allora un "...Cazzo!!...", ma sai che non ti resta che accettare la cosa, staccare il dito, voltarti e uscire senza dire niente, sapendo comunque che un'altro "cazzo" o due prima o poi li dirai ancora.
Con questa certezza te ne torni a casa e inizi a pensare a cosa potevi fare, cosa succederà adesso, come farai a sopportare le lunghe e noiose lezioni senza più la spalla con cui facevi stupide battute che capivate solo voi, senza più un'amica con cui bastava un'occhiata per capire tutto, per ridere...
E poi, invece, ti torna in mente qualcosa, qualcosa che qualcuno ti aveva già detto e che adesso ti serve proprio crederci... "Non essere pessimista, se non ci si vuole perdere di vista ci se la fa...basta volerlo"...
Allora ricacci indietro i lacrimoni e pensi positivo...una parete di cemento divide due stanze...non divide certo un club...e il bello è che ora ne sei convinta!!!
Quoto in pieno gigi...
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