lunedì, settembre 25, 2006

Il debutto all'università...

Il cellulare annuncia la sveglia alle 6 e mezza, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno, visto che, per tutta la notte, sono stato vigile come una sentinella dei Navy Seals. Sarà stato il lauto pasto consumato alla sagra, sarà stata la lauta quantità di lambrusco consumata, sarà stata forse la tensione, la concentrazione in caricamento per il primo giorno di università.
Università.
Ancora come parola mi fa un certo effetto.
Docciati, fa colazione, abbigliati e gettati in strada a catturare l'autobus rampante sulla via per la stazione dei treni.
Intercetti la "Magica Coppia", cioé Parre & Soncio (in rigoroso ordine alfabetico) diretti a Bologna, e prendi il trenino diretto verso la ridente città di Reggio, patria di fabbricanti di latte (Giglio) e di scadenti squadre di calcio (Reggiana) [eheheh] ...
Giungo in città, conquisto la facoltà ed entro in aula di informatica alle 8:31, in ritardo di ben un minuto.
I posti erano quasi tutti occupati, tranne, per fortuna un buchetto piccolo piccolo in penultima fila, vicino alla finestra.
Fuori piove.

La mattina scorre via, prima Informatica, poi linguistica generale.
Tra mezzogiorno e la presentazione della facoltà, da parte della preside e di tutta la ghenga dei prof e del personale di segreteria, c'è giusto il tempo per una piadina con la porchetta e la fontina (così andai in paradiso per 15 minuti).

Alle due inizia la lezione di diritto.
La docente è di mezza età. Pare subito decisa, determinata e convinta.
Dopo i primi 10 minuti di presentazione, esclama "Prima di iniziare a spiegare la costituzione voglio dirvi una cosa: sembro stronza, ma non lo sono!"
Le 3 ore e pass di lezione passano piuttosto bene.

Nell'arco di tutta la giornata non ho conosciuto nessuno, ho solo beccato una mia amica di comunicazione e marketing alla presentazione, ma nulla di più.

La prima gionata è stata molto intensa. Era un bel po' che non stavo attento così a lungo a delle lezioni. Posso dire che nell'arco di un solo giorno ho bruciato tutte le energie di un quadrimestre :-)

Poi, mio padre, mi sorprende e mi viene a prendere in stazione, quando ormai stavo per prendere il treno...

E così eccomi qui a casa.

Finalmente...

E@

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