Sulla strada che porta in centro, immerso nell’ombra della tenebra, tra un tiglio spelacchiato e un lampione che non fa il suo dovere, c’è il “Job’s Bar”.
È un locale interessante. È abbastanza grande, ma non è così esteso da potere racchiudere 7 acri. Le pareti sono di un giallo sporco molto caratteristico e il profumo dell’aria è caldo e legnoso.
Appena entrati, sulla sinistra, appeso al muro c’è un pannello con su disegnato Gesù che suona contemporaneamente tre chitarre in fiamme. Alla sua destra, è incorniciata una camicia a quadri autografata da Chuck Norris. La parete opposta, invece, era costellato da vari gadgets, tutti custoditi in una teca curatissima: c’era un cappello di John Belushi, un’armonica a bocca di Paolo Conte, una foto commemorativa di Warren Zevon, un pallone di cuoio calciato da Ermete Scarpazzi (gloria del calcio locale, livello 3^ Categoria), un boccale-cisterna da 20 litri dell’Oktoberfest (con accanto una targhetta che, fieramente, riportava “Reduci vittoriosi”) e oggettistica varia come:
• una sciarpa del “Yeovil Town”, 3^ serie inglese;
• “In a gadda da vida”, album in vinile degli “Iron Butterfly” del 1968;
• una zolla di campo dello “Stadio Comunale” presa in occasione della promozione in serie B;
• una foto di una donna avvenente poco vestita;
• una biella di una “Ferrari 275 GTB”;
• mezza corda del basso di Jaco Pastorius;
• un plettro di Ritchie Blackmore;
• una scheggia di bacchetta di Dave Grohl.
Come ogni bar che si rispetti, non può mancare il biliardo. Il panno verde è popolato da cunette, avvallamenti, trappole, rampe, trabocchetti e tagliole a misura di palla e stecca. I 5 birilli si difendono asserragliati su una inespugnabile garitta. Con tutti questi ammennicoli, il gioco è molto più interessante e capita spesso che le partite durino anche settimane.
Al bancone vi è l’intramontabile gestore: Lester. Magro come un rinoceronte, le sue ciglia sono folte e crespe come uno spazzettone e il suo cranio è così glabro e liscio che sembra fresco di levigatrice. All’inaugurazione, chiamò così il locale perché è un accanito lettore del Vecchio Testamento, soprattutto della “Genesi” (“Job” sta per Giobbe). Purtroppo, in pochi colgono la finezza culturale-religiosa (nessuno, a dire il vero) e finisce che il suo locale venga ricordato come il “Bar del lavoro” (visto che, in Inglese, Job sta anche per “lavoro”). Infatti, capita sovente che racconti, per mezz’ore intere, questo bisticcio linguistico al cliente occasionale, il quale, disgraziatamente, chiede il perché del nome del bar. Così, un semplice caffé, si trasforma in una catechesi di storia biblica in pompa magna, con buona pace dell’ignaro avventore.
Dalla parte opposta al bancone, il regno di Lester, vi è una sorta di pedana sopraelevata. È il palco sopra il quale si esibiscono suonatori, musicanti, musici e violentatori di strumenti musicali in genere. Sulla quinta è appeso, con puntine da disegno super-perforanti, un cartellone pubblicitario della “Champions League” (prelevato, indebitamente, in un Basilea – CSKA Sofia finito 2 a 1 per i padroni di casa) raffigurante il logo di una nota marca di birra.
Al centro del locale vi erano tavoli, tavolini, sedie e cuccioli di sgabelli. Alcuni erano nuovi, intatti e freschi di Ikea, altri erano più vissuti ed erano segnati dalla peggior forma di “Toilette humour”, alla miglior opera di intaglio e falegnameria artistica. Su una seggiola era stato scolpito il primo piano del presidente degli Stati Uniti d’America con accanto una scritta piuttosto eloquente: “ Per una volta ti bacerà il sedere”.
Gli sgabelli che stanno presso il bancone sono circondati da una sorta di aura di sacralità; sono tabù per il coltellino svizzero, intoccabili per il cutter, invalicabili da qualsiasi tipo di lama.
Sul terzo, da destra ce n’è uno in vera pelle di Minotauro Cinese. Su quello sgabello è seduta una figura bardata da un caldo giaccone, con un flute da mezzo litro di weisse in mano.
Quello sono io.
giovedì, novembre 09, 2006
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1 commento:
bello....davvero bel racconto!!
la fine ha un non so che di poetico!!
ciao lodevole massaia!!:D
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